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| Il Vino nel medioevo |
La nostra Compagnia di Arcieri Medioevali in occasione del friulanissimo fine settimana di "Cantine Aperte " (28-29 Maggio) sarà presente con il proprio accampamento al Castello di Cosa che aprirà, per l'occasione le sue cantine al pubblico. Non volendo trovarci "stranieri in Patria" abbiamo voluto rispolverare il nostro sapere in fatto di vino pubblicando queste poche informazioni su questa nostra gradita bevanda.... IL VINO
... Se sapeva di botte, se era inacidito o se, quand'era bianco, tendeva troppo al rosso, ci si metteva allume; se non si schiariva, si usava del tuorlo d'uovo fresco, se continuava a fermentare, se ne prendeva un paiolo e, fattolo bollire, lo si mescolava ancora caldo al vino da modificare; se era troppo debole o mediocre, si aggiungeva del mosto cotto; se era di gusto scadente, lo si correggeva con spezie, erbe e frutta.
... Se sapeva di botte, se era inacidito o se, quand'era bianco, tendeva troppo al rosso, ci si metteva allume; se non si schiariva, si usava del tuorlo d'uovo fresco, se continuava a fermentare, se ne prendeva un paiolo e, fattolo bollire, lo si mescolava ancora caldo al vino da modificare; se era troppo debole o mediocre, si aggiungeva del mosto cotto; se era di gusto scadente, lo si correggeva con spezie, erbe e frutta.
Come il claretus, che era vino aromatizzato con miele, anice e spezie in polvere. O come quello al rosmarino, che si riteneva che stimolasse l'appetito, sollevasse lo spirito, facesse crescere i capelli e aiutasse a mantenersi giovani e ad avere i denti puliti. Usanze di un tempo e, soprattutto, gusti di un tempo - il Basso Medioevo - che oggi certamente non riusciremmo a fare nostri, anche se il vino (perchè è di quello che stiamo parlando, cioè di un ospite irrinun-ciabile della nostra tavola nonchè di uno dei nostri prodotti d'esportazione più pregiati) è ancora, come allora, protagonista assoluto delle nostre usanze alimentari. Con alcune differenze di fondo, però, che il libro di Mauro Vagni intitolato Dalla vigna alla taverna (Insor Gente Editore, Roma) ci aiuta a scoprire e a comprendere. Innanzitutto c'è da dire che il vino, nelle epoche passate, veniva impiegato anche in tutte quelle situazioni in cui oggi adotteremmo altre bevande corroboranti e socializzanti quali il caffè, il tè, la cioccolata (e anche i liquori), che allora non usavano perchè in Europa erano ancora sconosciute.
